wearable Editoriale

Wearable: un successo destinato a continuare


I wearable, che siano smartwatch, fitness tracker o altri dispositivi, stanno conquistando non solo sempre più quote di mercato, ma anche consensi da parte dei consumatori. A confermarlo l’offerta sempre più vasta e variegata proposta dalle case produttrici, blasonate o meno, ovvero quella che è una vera e propria invasione di indossabili, anche e soprattutto nelle più importanti vetrine dedicate al tech, come, una tra le tante, la recente IFA 2016 di Berlino.

Il ventaglio di possibilità è sempre più vasto e gli utenti ormai possono scegliere tra dispositivi dedicati interamente al fitness, con la possibilità di prediligere anche device dedicati a una o all’altra attività sportiva. Pensiamo ad esempio al recente Misfit Speedo Shine 2, dotato di uno speciale algoritmo contavasche che permette a chi pratica nuoto (che siano un professionista o anche un semplice amatore) di concentrarsi esclusivamente sulle performance, senza distrarsi con il conteggio delle vasche, oppure a smartwatch dall’aspetto classico e raffinato con funzionalità smart.

Ma i wearable, nel corso degli ultimi mesi hanno evidenziato delle evoluzioni anche relativamente all’aspetto estetico, sempre più orientati alla “somiglianza” con i dispositivi “non hi-tech” ispiranti e sempre più rivolti ad un pubblico che va oltre quello maschile. Infatti, le varianti sportive, “aggressive” o più eleganti, negli ultimi anni stanno lasciando spazio e soluzioni molto più apprezzabili/apprezzate anche dall’universo femminile. Forme morbide e inserti preziosi, sono alla base, ad esempio, del recente Access Crosby di Micheal Kors, che vanta addirittura un elegante “core” in acciaio rivestito in madre perla.

Michael Kors Access Crosby

Per quanto riguarda invece “il cervello” degli indossabili, anche in questo caso le compagnie hanno l’obiettivo di proporre dispositivi sempre più performanti e funzionalità sempre più numerose. Infatti, se agli esordi del settore wearable per gli utenti anche solo l’idea del monitoraggio del sonno sembrava qualcosa di straordinariamente innovativo, naturalmente oggi sembra una funzionalità quasi scontata, portando le aziende a proporre monitoraggi sempre più precisi e nuovi (dalla frequenza cardiaca alla misurazione dell’esposizione ai raggi UV).

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Parlando dei Sistema Operativo, se per i dispositivi occidentali ormai Android Wear per le sue infinite possibilità è la scelta più gettonata da parte di aziende e utenti (e di gran lunga preferita anche al Tizen di Samsung, basato su Linux e considerato ancora “di nicchia”), il mercato orientale sembra essere ancora molto lontano da questo traguardo.

In effetti, nonostante i produttori cinesi millantino ormai da anni l’arrivo sui loro device dell’OS di Google dedicato ai wearable,  questi indossabili continuano ad essere dotati di OS proprietari che, a causa della loro natura di software non realizzati appositamente per dispositivi così “piccoli”, anche nei migliori dei casi comunque continuano a mostrare dei limiti.

Wearable: un successo destinato a continuare

futuro della tecnologia

Tornando però al successo dei wearable, questo sembra essere destinato a non arrestarsi tanto presto, anzi perfino ad aumentare se pensiamo alla recente indagine di cui vi abbiamo già parlato e attinente il giro di affari legato agli indossabili, che, dal 41% degli appassionati registrato nel 2014, è già salito al 57% nell’ultimo anno, con un trend destinato alla crescita nei prossimi mesi.

Dunque, quello dei wearable è un business “relativamente giovane” che sembra essere destinato a crescere sempre di più e ad essere sempre più ricco e variegato da ogni punto di vista.

E voi? Cosa ne pensate? Avete già acquistato il vostro indossabile o ritenete questo settore ancora troppo immaturo?

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