Come contano i passi i fitness tracker Guide, Ultime Notizie

Scopriamo come contano i passi i fitness tracker!


Mentre li indossiamo al polso cosa si “muove” all’interno di un fitness tracker? Ma, soprattutto, come questi ultimi misurano le nostre attività quotidiane? In questo articolo cercheremo di scoprire proprio come contano i passi i fitness tracker (e non solo).

Come contano i passi i fitness tracker …?

Probabilmente è un interrogativo che vi sarete posti in tanti: Come fanno i fitness tracker a contare i passi, a monitorare il nostro sonno e a riconoscere la differenza tra una passeggiata, una corsetta leggera o uno sprint veloce?

In questo articolo riportiamo (aggiungendo alcune riflessioni ed altri spunti) un’analisi eseguita dai collegi di Wearable.com.

Come contano i passi i fitness tracker: i sensori

Xiaomi MI Band 1s

Innanzitutto è presente un sensore che rileva i movimenti: la maggior parte degli indossabili di oggi è dotato di un accelerometro a 3 assi che traccia i movimenti in ogni direzione, mentre solo alcuni sono dotati anche di un giroscopio per misurare l’orientamento e la rotazione.

I dati raccolti vengono poi convertiti in punteggi relativi ad attività, calorie bruciate, qualità del sonno, ecc..

Ma oltre all’accelerometro e al giroscopio su alcuni fitness tracker troviamo anche l’altimetro, utile alla misurazione dell’altitudine successivamente ad una scalata o, più semplicemente, il numero di rampe di scale “scalate” ogni giorno.

Ma come funzionano tutti questi sensori? Molto “semplicemente” non fanno altro che misurare l’accelerazione, la frequenza, la durata, l’intensità e i “modelli” del vostro movimento, raggruppando poi tutti questi dati per restituirli in forma dettagliata mediante l’app per smartphone.

Xiaomi Mi Band 1s Specifiche

Xiaomi Mi Band 1s Pulse

Alcuni fitness tracker fanno qualcosa in più, come nel caso dello Xiaomi Mi Band 1s Pulse o la Xiaomi Mi Band 2, il quale, mediante una “luce” che illumina i capillari e un sensore che misura la velocità con cui viene pompato il sangue, misura la nostra frequenza cardiaca.

Tuttavia, quello appena descritto è un sensore di tipo ottico, meno efficace e preciso di quelli a bioimpendenza (come il Jawbone UP3), i quali invece basano la misurazione del battito sulla resistenza del tessuto all’invio sulla pelle di un debole segnale elettrico.

Lo stesso discorso è possibile farlo per il monitoraggio della qualità del sonno, basato su delle congetture e una stima che segue il seguente ragionamento: sonno profondo = meno movimenti e viceversa.

L’esame più preciso in termini di misurazione del sonno è sicuramente la polisonnografia (PSG), una tecnica che consente la registrazione dell’attività elettrica cerebrale durante il sonno ed altri parametri, per il momento ancora non applicata/applicabile al settore dei fitness tracker.

Come contano i passi i fitness tracker: gli algoritmi

Xiaomi MI Band 1s

I dati rilevati dai fitness tracker non sono sicuramente lo specchio della realtà, quanto più una stima che scaturisce da una sorta di “media” eseguita tra quanto misurato dai sensori e mediato, appunto, da una serie di algoritmi.

Questi algoritmi, ad esempio, potrebbero inibire il calcolo di un passo per un movimento del polso troppo “piccolo”. Ma la misura di questo “piccolo” da cosa è data? E’ ovvio che ogni dispositivo si caratterizza per delle proprie soglie, che quindi scaturiranno in differenti letture. Per questo motivo la stima dei passi eseguita con un fitness tracker deve essere sempre considerata in quanto dato piuttosto relativo (ma comunque utile in termini comparativi sul lungo periodo).

Per quanto riguarda, invece, le calorie, serve qualcosa in più per eseguire il calcolo. Per questo motivo, quando avviamo per la prima volta l’App associata al fitness tracker, quest’ultima chiede l’inserimento di età, sesso, altezza e peso, tutti dati utilizzati poi dagli algoritmi (a loro volta settati con dei valori fissi) per restituire dei risultati che si avvicinano alla realtà. Come è facile immaginare, quindi, anche in questo caso i dati restituiti saranno piuttosto approssimativi.

Come contano i passi i fitness tracker: le App

Chiudono il cerchio le Applicazioni per Smartphone e iPhone, ovvero il “luogo” dove il risultato dell’interazione e calcolo tra le nostre azioni, i sensori e gli algoritmi trova uno spazio di visualizzazione.

Apple Health, Google Fit e la miriade di App terze parti per la misurazione della nostra attività fisica rappresentano il punto di arrivo di tutto il processo descritto in questo articolo.

Ma ci sono differenze tra App e App? Potrebbe capitare, ad esempio, di visualizzare due differenti risultati su due diverse App, pur essendo questi provenienti dallo stesso fitness tracker e relativi alla stessa attività fisica.

Come fare allora ad orientarsi? Molto semplicemente innanzitutto considerando (almeno per il momento) i risultati offerti dai fitness tracker come dei dati assolutamente approssimativi, ma che comunque, avvicinandosi più meno alla realtà, possono darci un’idea della nostra attività quotidiana, soprattutto in termini comparitivi (oggi vs ieri, ecc.).

Appare ovvio che, nella valutazione di acquisto di un fitness tracker, la dotazione di un maggior numero di sensori e la presenza di algoritmi più elaborati ed avanzati rappresenta un plus da tenere seriamente in considerazione.

La scelta ideale potrebbe essere quella di partire con un prodotto low-cost (come la citata Xiaomi Mi Band 2, disponibile qui al miglior prezzo online), per poi, magari, valutare con calma l’acquisto di un fitness tracker più “elaborato”.