Opal wearable impiantato nelle mani Digital Health, Tech

Che ne direste di usare Opal, un wearable impiantabile nelle mani, come una chiave “Smart”?


Il wearable (o dispositivo indossabile) può essere interpretato in molti modi. Nonostante per wearable al momento intendiamo semplicemente smartwatch, smartband,smart glass e pochi altri dispositivi, i dispositivi tech che possono essere inclusi in questo settore sono decisamente molti di più. Lo sanno molto bene Skeeve Stevens e sua moglie Shanti Korporaal, famiglia australiana che ha sviluppato un nuovo wearable (grande quanto un chicco di riso) in grado di essere impiantato all’interno delle mani. Il suo nome è “Opal“, scopritelo nell’articolo che segue!

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Opal: la chiave smart per risolvere il problema della distrazione… e non solo!

Potrebbe sembrare un qualcosa di “eccessivo”, ma la stessa Ms Korpooral ci assicura che è del tutto sicuro, tanto da aver proposto di installare tali chip all’interno delle mani di molti dipendenti della sua azienda. Ma a che cosa servono in sostanza questi chip? La prima versione realizzata dalla famiglia australiana è stata sviluppata per consentire l’apertura delle porte degli uffici e delle case, in sostituzione delle smart card. In questo modo basterà avvicinare una delle mani per essere identificati e far aprire le porte.

Considerando però che si tratta di un vero e proprio computer (a dispetto di quanto possa sembrare dalle dimensioni) e, quindi, che è totalmente programmabile, gli usi sono praticamente infiniti.

L’implementazione all’interno delle mani avviene attraverso uno strumento molto simile ad una siringa, che letteralmente inietta il chip fra le ossa della mano. Il tutto si svolge in pochi secondi. Il video che vi mostriamo qui di seguito mostra per l’appunto come viene inserito all’interno del corpo.

Purtroppo non è stato specificato se “Opal” è alimentato da una qualche batteria interna oppure se va a sfruttare l’energia dalle varie contrazioni della mano. Nel primo caso si andrebbe incontro ad un obbligatoria sostituzione all’esaurimento della batteria, mentre nel secondo caso l’utilizzo del dispositivo potrebbe essere (quasi) a vita.

Ovviamente questa tecnologia è ancora agli albori e, probabilmente, per una diffusione di massa è necessario che scendano in campo i grandi colossi della tecnologia.

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