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Pagamenti biometrici nel 2016: Selfie, voce e impronte digitali


Quando parliamo di wearable non ci riferiamo esclusivamente a dispositivi che possono essere indossati sul o nel nostro corpo, ma in modo molto più esteso anche a tutto ciò che rende il nostro organismo, la nostra pelle, i nostri occhi, ecc., interattivi, ovvero in grado di compiere delle “azioni tecnologiche”. E’ il caso, ad esempio, dei pagamenti biometrici. Scopriamo lo stato dell’arte in questo 2016!

Con “biometria” ci riferiamo ai tratti del viso (mediante video o selfie), le impronte digitali e la voce, ovvero quelli che possono diventare degli strumenti di identificazione (sicura ed univoca) per eseguire dei pagamenti.

Microsoft ha già utilizzato la tecnica del riconoscimento facciale su Windows 10, mentre alcuni smartphone Android permettono lo sblocco mediante la lettura dell’iride o, in questo caso anche l’iPhone, il riconoscimento dell’impronta digitale.

Pagamenti biometrici

Ma il lettore d’impronte digitali degli smartphone e degli iPhone è utilizzabile anche per abilitare alcuni sistemi di pagamento (come Apple e Samsung Pay). Seppur con un po’ di ritardo e lentezza nell’adozione, alcune aziende, come ad esempio Mastercard, hanno già avviato l’implementazione dei pagamenti mediante selfie o impronte digitali.

Questi nuovi metodi di sicurezza nei pagamenti si aggiungono a quelli basati sul riconoscimento vocale, già attivi da tempo nel circuito bancario (ma comunque non molto utilizzati).

Pagamenti biometrici: il “Selfie Pay”

Il “Selfie Pay” è stato introdotto da Mastercard lo scorso ottobre e l’azienda ha già annunciato i suoi piani per espandere il pagamento con riconoscimento facciale in altri 14 paesi, tra cui il Regno Unito già entro la fine della prossima estate.

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“Selfie Pay”: come funziona?

L’utilizzo del sistema di pagamento è molto semplice ed infatti basterà scaricare un’App con la quale scattare un selfie per convalidare il pagamento.

La sicurezza sarà garantita dal fatto che l’app non invierà il Selfie (o anche l’impronta) al sistema, ma un codice scaturito dalla conversione di quest’ultima, che sarà poi elaborato dai server di Mastercard.

Questi nuovi metodi biometrici di verifica dell’identità, quindi, sostituiranno gradualmente i codici PIN e le password nei prossimi anni e saranno sempre più numerose le aziende che si affideranno a questo tipo di sistemi.

La prossima potrebbe essere Amazon, azienda sempre in prima linea quando si parla di innovazione e che sembra intenzionata a brevettare un nuovo metodo di acquisto “one-click”, basato questa volta su un istantaneo “pay-per-selfie”.

Il brevetto è stato già depositato e l’obiettivo è quello di offrire ai clienti un’esperienza di acquisto online più sicura e veloce.

Pagamenti biometrici: le altre aziende interessate

Ma Amazon e Mastercard non sono le uniche aziende a guardare con attenzione ai sistemi di pagamento biometrici ed infatti già un anno fa, Jack Ma, AD di Alibaba, ha lanciato “Alipay”, sistema di pagamento mediante il riconoscimento facciale e dell’impronta digitale, quest’ultimo già attivo su alcuni smartphone Meizu, ma che, purtroppo, non è ancora utilizzabile in Italia.

Infine, Capital One e Barclays stanno sperimentando un nuovo metodo di verifica dell’identità basato sulla lettura del battito cardiaco.

 
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