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Qualcomm Snapdragon Wear 2100: chipset di oggi e progetti futuri


Nell’articolo in cui vi abbiamo parlato del Nixon Mission abbiamo sottolineato che lo smartwatch sarà il primo Android Wear con in dotazione il chipset Qualcomm Snapdragon Wear 2100, ovvero il primo frutto del lavoro dell’azienda focalizzato sugli indossabili. Il Nixon Mission è solo il primo di tanti altri smartwatch dotati di tale piattaforma che vedranno la luce nei prossimi mesi.

La novità principale di questo nuovo chipset riguarda proprio la sua destinazione d’uso, in quanto fino ad oggi, per ammissione degli stessi vertici Qualcomm, sugli smartwatch delle prime generazioni sono state utilizzate delle soluzioni non concepite appositamente per questo tipo di dispositivi.

Degli esempi sono il Huawei Watch e il Moto 360, due dispositivi con in dotazione lo Snapdragon 400, ovvero un chipset progettato principalmente per smartphone (come, ad esempio, il Samsung Galaxy S3 Mini, un dispositivo del 2013). Se a ciò aggiungiamo che tra le principali critiche nei confronti degli smartwatch attualmente disponibili sul mercato troviamo l’eccessivo spessore spessore e voluminosità delle scocche e la scarsa durata della batteria, tutto ciò assume ancora più rilievo e una soluzione dedicata si pone come necessario punto di origine di una nuova ERA per il settore.

E’ così che Qualcomm ha passato gli ultimi 18 mesi a studiare delle soluzioni che rientreranno nella piattaforma Snapdragon Wear, puntando tutto su quattro aspetti fondamentali: dimensioni, potenza, sensori e connettività.

Per quanto riguarda le dimensioni il chipset è ora più piccolo del 30% e da ciò scaturiranno dei dispositivi dalle dimensioni più ridotte, smartwatch più sottili e con diametri minori. In questo modo la nuova generazioni di dispositivi potrà essere indirizzata anche ad un mercato femminile, con delle linee più slim e ridotte e, quindi, woman friendly. Inoltre, con le dimensioni sono stati ridotti anche i consumi, con un taglio di circa il 25%. Per la riduzione delle dimensioni e l’integrazione in futuro del GPS, Qualcomm si è affidata a OriginGPS, l’azienda israeliana che ha di recente presentato Multi Micro Spider, un modulo dalle dimensioni di soli 5,6 x 5,6 mm, tale, quindi, da essere installato anche sui futuri fitness tracker high-end (dotati, quindi, anche di GPS).

Come abbiamo sottolineato nel nostro articolo riguardo “…come contano i passi i fitness tracker!“, la stima eseguita dagli attuali dispositivi e basata esclusivamente su sensori e algoritmi sarà sempre e inesorabilmente approssimativa. La soluzione definitiva, come intuito da Qualcomm, è quella dell’adozione del GPS, che sarà però adottato esclusivamente dalle soluzioni più costose.

Ma le novità passano anche dalla connettività ed infatti sul nuovo 2100 troveremo il supporto al 4G LTE, in modo da rendere i nuovi smartwatch più connessi e soprattutto senza necessariamente l’ausilio di un dispositivo associato.

Dal punto di vista tecnico lo Snapdragon Wear 2100 è basato su un’architettura ARM Cortex-A7, ma sono già in lavorazione delle soluzioni migliorate con un’efficienza del 25% superiore.

Snapdragon Wear 2100 è solo l’inizio

Insomma, i lavori sono in corso d’opera e Qualcomm sembra essere intenzionata ad investire molto nel settore wearable. Staremo a vedere!

 

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