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Se siete stanchi di dover ricaricare continuamente la batteria del vostro smartwatch, smartphone o altro dispositivo elettronico, allora quest’articolo potrebbe risultare per voi molto interessante. Una ricerca, infatti, promette di alimentare i dispositivi del futuro mediante il calore e il movimento del corpo. Il corpo umano sarà quindi la batteria del futuro?

Il processo di “Energy harvesting“, ovvero di accumulazione di energia da fonti alternative, potrebbe partire proprio da noi stessi e sono già decine le aziende in tutto il mondo che offrono soluzioni simili, per il momento principalmente per il controllo dei sistemi di illuminazione e della temperatura.

Tuttavia, come dichiarato da Graham Martin – CEO di EnOcean Alliance, un gruppo di aziende che promuove le tecnologie basate sull’Energy harvesting – con l’IoT (Internet delle Cose) sarà possibile espandere questa soluzione a miliardi di dispositivi e tra questi troveremo sicuramente gli indossabili, ovvero quei device che, in quanto “attaccati” al corpo per definizione, risultano naturalmente predisposti ad una tale applicazione.

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Ma oltre agli aspetti legati alla comodità di poter fruire di una migliore e più lunga autonomia dei dispositivi, questi progetti sono ovviamente mirati a risolvere anche un altro problema, decisamente più impellente e legato alla sostenibilità dello sfruttamento del litio, sempre più carente e, quindi, destinato all’esaurimento.

Ora, quindi, l’obiettivo è quello di utilizzare il corpo umano come batteria del futuro, come fonte (inesauribile) di energia elettrica e di farlo sfruttando non solo la cinetica, ma anche molte altre azioni compiute quotidianamente da tutti noi, come, ad esempio, “pestare” un pavimento mentre si cammina.

E’ così, ad esempio, che alcune discoteche europee raccolgono energia dai movimenti delle persone che ballano su dei piani, che, appositamente realizzati, generano elettricità dalla propria compressione.

Ma è Apple che sta studiando l’approccio maggiormente indicato per i dispositivi portatili (smartphone o smartwatch che siano). Infatti, in un brevetto depositato lo scorso anno, l’azienda di Cupertino ha mostrato un sistema che, se scosso dall’utente camminando o correndo, genera elettricità.

Ma le applicazioni di questo concetto passano anche da ginocchiere che sfruttano la contrazione delle ginocchia quando si corre (o cammina) o suolette che accumulano energia mediante la pressione del piede.

Altri progetti, invece, mirano a convertire in energia elettrica la differenza di temperatura tra il corpo delle persone e quella di indumenti dotati di particolari sensori o ad utilizzare dei microchip smart che generano energia dagli ultrasuoni per alimentare dei dispositivi impiantabili in grado di analizzare il sistema nervoso degli esseri umani e curare così alcune malattie.

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Il corpo umano come batteria del futuro: c’è ancora da attendere

Insomma, i progetti sono tanti e, per questioni di sintesi, in questo articolo ne abbiamo riportati solo alcuni. E’ chiaro che siamo ancora in uno stato embrionale della ricerca e che i primi dispositivi del genere saranno sicuramente lanciati a prezzi non proprio abbordabili.

Tuttavia, un futuro con il corpo umano come batteria sta per arrivare e noi siamo pronti a raccontarvelo.

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