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La grande popolarità riscossa dei fitness-tracker è dovuta in larga parte ovviamente al “risveglio della coscienza” sportiva di molti utenti. Secondo un nuovo studio americano però non sarebbe proprio così… analizziamo i risultati dello studio!

Un nuovo studio dimostrerebbe la ridotta capacità dei fitness-tracker di aiutare gli individui nel controllo della forma fisica

L’indagine, condotta dal Prof. John Jakicic dell’Università di Pittsburgh, getta alcuni dubbi sulle reali potenzialità dei bracciali intelligenti utilizzati oramai quotidianamente da sportivi e non nello svolgimento dell’attività fisica.

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L’esperimento è stato condotto suddividendo un insieme di circa 470 individui di sesso differente con età tra i 18 ed i 35 anni in due gruppi: entrambi hanno beneficiato di consigli su alimentazione ed attività fisica, ai secondi però è stato fornito un fitness-tracker.

Dopo un periodo di analisi durato esattamente 6 mesi, i risultati sono stati i seguenti:

  • il gruppo senza fitness-tracker ha perso mediamente circa 13 libbre (vale a dire circa 5.9 Kg);
  • il gruppo con fitness-tracker ha perso mediamente 7.7 libbre (vale a dire circa 3.5 Kg).

Sui perché di risultati così apparentemente deludenti degli individui muniti di activity-tracker, il report indica probabilmente due potenziali cause: in primo luogo il fatto che i soggetti dotati di braccialetto intelligente sentono come la possibilità di poter mangiare in quantità maggiore, in secondo luogo, la possibilità di poter monitorare i propri obiettivi di lungo termine, anziché incoraggiarli ad impegnarsi di più, tende a demotivarli.

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In realtà, dietro i negativi risultati dell’indagine dell’università americana si celerebbe anche una limitatezza nella natura dei dati raccolti

Ai fini di una più completa ed integrale comprensione sarebbe stato necessario conoscere comportamenti ed abitudini del campione analizzato.

Non ultimo, anche la tipologia di fitness-tracker (un modello piuttosto datato…) minerebbe la bontà dell’intera ricerca, come sottolineato ampiamente da un dirigente Fitbit interrogato al riguardo:

[blockquote cite=”Dirigente Fitbit” float=”left” align=”left”]Per quanto riguarda lo studio, così come indicato dagli stessi ricercatori, un limite nella valutazione è rappresentato dalla tipologia di fitness-tracker utilizzato. [/blockquote]

Aldilà di tutto comunque, limiti e non dello studio, il nodo centrale rimane: gli activity-tracker non sono esattamente delle bacchette magiche. Per mantenerci in forma dovremo pur sempre faticare, e sudare, tanto.

Voi cosa ne pensate?

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