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Con il progressivo invecchiamento medio della popolazione mondiale, in campo medico diventa sempre più pressante la necessità di avviare delle attività di monitoraggio continuo nei confronti degli ammalati o anche di chi manifesta, ad esempio, degli acciacchi più o meno gravi. Philips propone un biosensore indossabile, vediamo di cosa si tratta!

La nuova soluzione di monitoraggio sanitario proposta da Philips è pensata proprio per quei pazienti che, avendo manifestato malattie croniche, versano in condizioni di scarsa indipendenza. Per questi pazienti, infatti, sarebbe molto utile avviare un monitoraggio continuo, possibile proprio attraverso la soluzione di Philips.

Ma come funziona questo biosensore indossabile?

Il bionsensore collegato al paziente esegue continuamente delle misurazioni cliniche dei segni vitali, tra cui la frequenza cardiaca, quella respiratoria e la temperatura corporea, per poi inviare questi dati ad un’App di supporto per le decisioni cliniche, in grado di elaborare i valori ricevuti e, in caso di necessità, informare il medico o il caregiver.

Riguardo il bionsensore Carla Kriwet, CEO del reparto Patient Care & Monitoring Solutions di Philips, ha dichiarato:

[blockquote cite=”Carla Kriwet” float=”left” align=”left”]We envision a future where patients enabled by connected health technologies will recover faster with fewer complications and greater peace of mind in the hospital and subsequently at home. […] We see the potential for connected sensing solutions and the value created by the rich and actionable data they generate to have a very positive impact on the chronically ill by helping to reduce associated costly adverse events, complications, unplanned transfers back to the ICU and longer lengths of hospitalisation[/blockquote]

Le parole della Kriwet sono chiare. Con il biosensore indossabile l’obiettivo è quello di un futuro in cui ci saranno risposte più veloci alle esigenze sanitarie dei pazienti, con meno complicazioni e, ovviamente, una maggiore tranquillità (sia per i pazienti che per i familiari), sia in ospedale che a casa.

Il futuro sembra essere già iniziato, resterà da vedere quanto saranno lunghi i tempi di adozione di tali tecnologie.

Voi cosa ne pensate?

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