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Lo sgradevole motion sickness dalla Realtà Virtuale, ossia il fastidioso senso di nausea di cui alcuni utenti soffrono quando indossano un visore VR e che ancora oggi limita la diffusione degli headset, potrebbe non essere più un problema o almeno è quanto emerge dalla recente indagine svolta presso la Columbia University Engineering.

I ricercatori Joy Fernandes e Steven Feiner hanno scoperto che restringendo il campo visivo dell’utente è possibile diminuire di molto il senso di disagio dato dalla Realtà Virtuale, i cui sintomi sono solitamente vertigini, nausea e abbondante sudorazione. Gli effetti sono causati dal fatto che, mentre il nostro corpo è fermo, le immagini mostrate dal visore suggeriscono al nostro cervello esattamente il contrario. Questo gap è la causa primaria del malessere.

Realtà Virtuale: modificare il campo visivo elimina il motion sickness

L’indagine è stata condotta in due giorni considerando un campione di 30 volontari divisi in due gruppi. Durante il primo giorno di test, ad un gruppo di 15 persone è stata data da provare una demo priva di limitatori di campo visivo che, invece, erano presenti nel test fornito ai restanti 15 partecipanti. Il giorno seguente i gruppi sono stati invertiti.

I volontari dovevano esprimere il loro grado di comfort usando una scala numerica da 1 a 10. I risultati dimostrano che l’esperienza è risultata migliore quando nella demo era presente il limitatore. Questi limitatori, in parole povere, sono poligoni, una sorta di maschere, che vengono inseriti nella visuale e appunto limitano il campo visivo soprattutto nelle situazioni più concitate, per tornare a dare la piena visibilità nei momenti di calma.

[blockquote cite=”Joy Fernandes e Steven Feiner” float=”left” align=”left”]I nostri dati suggeriscono che manipolando strategicamente e automaticamente il campo visivo durante una sessione in realtà virtuale possiamo ridurre il grado di motion sickness percepito dai partecipanti e aiutarli ad adattarsi alla VR, senza intaccare il loro livello di soggettivo di presenza e minimizzando la consapevolezza di tale intervento. [/blockquote]

La soluzione potrebbe essere utile soprattutto per abbattere le ultime perplessità relative al settore VR che appunto riguardano in gran parte il motion sickness che rende particolarmente sgradevole l’esperienza soprattutto nei videogiochi particolarmente frenetici.

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