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A livello mondiale i soggetti affetti da allergia sono sempre più in aumento e, giusto per farsi un’idea, Allergy UK stima che nel Regno Unito sono circa 21 milioni gli adulti colpiti e che una persona su cinque soffre di rinite allergica. Stesso discorso per le allergie alimentari, per le quali negli USA è stato calcolato un aumento del 50% nei bambini tra il 1997 e il 2011. Ma la tecnologia, come sempre, ci viene in aiuto. In questo articolo scopriremo i Wearable anti-allergie!

Sono molte le startup e le equipe universitarie al lavoro su dei wearable in grado di rilevare gli allergeni e a seguire troverete descritti i progetti più importanti.

Allergy Amulet: collana con rilevatore di allergene alimentare

Allergy Amulet

Allergy Amulet è un sofisticato rilevatore di allergene che, mascherato in un’elegante collana, è stato realizzato dal Team del Dr. Joseph BelBruno e Abigail Barnes della Yale University.

Il dispositivo, grazie a delle strisce chimiche inserite all’interno dell’Amuleto, offre la possibilità di eseguire delle rapide misurazioni “mobili” per aiutare le persone ad evitare di mangiare prodotti contenenti gli allergeni. La sensibilità nel rilevamento è al di sotto della parte per trilione (PPT), ovvero molto inferiore a quanto stabilito dalle linee guida UE e FDA per l’etichettatura dei prodotti senza glutine (20 parti per milione).

Ovviamente, come ci è stato giustamente fatto notare in precedenti articoli sul tema, il rilevamento non potrà mai essere completamente affidabile e questo perché le strisce chimiche sono in grado di testare solo un campione rappresentativo del cibo.

Pertanto, dispositivi come Allergy Amulet possono essere considerati esclusivamente come dei validi alleati e degli strumenti supplementari di controllo, ma non come la soluzione definitiva.

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Il prodotto di lancio sarà concepito esclusivamente per il rilevamento degli allergeni contenuti negli arachidi, ma, come sottolineato dal co-fondatore Abigail Barnes, è già in lavorazione l’ampliamento ad altri 8 comuni allergeni, con l’obiettivo finale di rendere disponibili delle strisce chimiche utilizzabili per qualsiasi fonte di allergia, dal coriandolo alla soia.

TZOA: rilevamento degli allergeni presenti nell’aria

TZOA

Chi soffre di rinite allergica, che coinvolge gli allergeni presenti nell’aria (come polline, polvere e spore di muffa), sa bene quanto sia difficile evitarne l’esposizione, ma anche in questo caso è in progetto un wearable anti-allergie, ovvero TZOA.

Il prodotto, attualmente oggetto di crowdfunding, è un tracker a clip che esegue delle misurazioni nell’ambiente, tra cui i livelli di inquinamento, l’umidità, i raggi UV, la temperatura e, ovviamente, le particelle di allergeni sospese nell’aria.

Ma svolgeranno un compito molto simile anche le lenti a contatto brevettate da Google o anche quelle di Samsung, delle quali vi abbiamo parlato recentemente a proposito dell’approvazione del brevetto in Corea. Tuttavia, molto probabilmente sarà necessario aspettare molti anni prima di vedere questi dispositivi in vendita.

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TZOA è invece quasi pronto al lancio ed infatti le spedizioni sono previste per maggio. Ma come funziona il dispositivo? Molto semplicemente il rilevamento sarà trasmesso ad un’App per smartphone Android (e iOS) che, a sua volta, invierà i dati ad un cloud. Tutti questi dati saranno elaborati per la creazione di una mappa di rilevamento degli allergeni, per la notifica, in tempo reale, dei posti che è preferibile evitare (ad esempio, per elevati livelli di polline).

La sensibilità nella rilevazione di TZOA è fino a 10 micrometri di allergeni presenti nell’aria e 2,5 micrometri per l’inquinamento atmosferico.

Come Allergy Amulet, TZOA è abbastanza sensibile per riconoscere minuscole particelle, in questo caso fino a 10 micrometri (PM10 – allergeni presenti nell’aria) e 2,5 micrometri (PM2.5 – inquinamento atmosferico).

Wearable anti-allergie: iniezioni di adrenalina

L’iniezione di adrenalina rappresenta allo stato attuale il trattamento primario in caso di reazione allergica e sono disponibili delle soluzioni autoiniettabili, che, purtroppo, dal 1980 ad oggi non sono cambiate e che risultano decisamente ingombranti e scomode da portare in giro.

Ma anche in questo caso entrano in gioco i wearable ed infatti lo specialista in tema di allergie Dr. Michael Langan ha depositato un brevetto di un “Epibracelet”, ovvero un indossabile che funge anche da iniezione di adrenalina.

Inoltre, un Team dell’Università di Harvard sta sviluppando un impiantabile sotto pelle in grado di rilevare la reazione allergica e immediatamente fornire la dose di adrenalina necessaria a salvare la vita del soggetto interessato.

Infine, questi wearable anti-allergie potrebbero anche fungere da strumenti di notifica agli operatori sanitari in caso di emergenza.

Insomma, con questi wearable anti-allergie la tecnologia ancora una volta sembra volersi mettere al servizio della salute ed infatti il campo del Digital Health, un tema a noi molto caro, si arricchisce ogni giorno di nuovi contenuti interessanti.

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