facebook

Come pronosticato nel nostro articolo mattutino, Lei Jun, nell’ambito della conferenza di lancio dello Xiaomi Mi Max, ha mostrato al pubblico anche la nuova e attesissima Xiaomi Mi Band 2, pur non lanciandola ufficialmente sul mercato. Scopriamo le sue anticipazioni in merito!

Xiaomi Mi Band 2: Lei Jun conferma il ritardo nella produzione

Per quanto riguarda il nuovo fitness tracker di Xiaomi, quello di oggi non è stato un vero e proprio lancio, ma più che altro una prima apparizione pubblica ufficiale, dopo la serie di leaks che, come quello odierno, ci hanno dato modo di scoprire completamente il design del dispositivo.

Come è possibile osservare in foto, infatti, la Xiaomi Mi Band 2 è stata esclusivamente mostrata al polso di Lei Jun (da lontano), quindi senza le classiche slide di accompagnamento e con solo alcuni commenti da parte del co-fondatore di Xiaomi.

Tali commenti, tuttavia, ci danno modo di confermare alcune caratteristiche del braccialetto intelligente, oltre che il ritardo nella produzione e lo slittamento a giugno del lancio ufficiale.

Innanzitutto, Lei Jun ha confermato che sulla nuova Xiaomi Mi Band 2 troveremo un display per la visualizzazione in tempo reale dei dati relativi all’attività fitness, la frequenza cardiaca, la batteria residua e le notifiche dallo smartphone associato.

Xiaomi Mi Band 2

Il design, da quel poco che è possibile osservare dalla foto, è piuttosto simile a quello dei modelli precedenti, con un modulo estraibile, dotato posteriormente del misuratore di battiti cardiaci, e un braccialetto in gomma.

Secondo quanto dichiarato da Lei Jun, nonostante l’integrazione di un display (quindi intrinsecamente più energivoro), l’azienda è riuscita a mantenere dei livelli di autonomia invidiabile. La sua esperienza personale sarebbe di 20 giorni di utilizzo con un residuo del 36% di autonomia.

Nessuna informazione su prezzo e data di lancio. Scopriremo tutto il prossimo mese. Non perdete le prossime news seguendoci anche sui Social:

Seguici su Facebook, Twitter, Google+ e YouTube.

Questo slideshow richiede JavaScript.

No more articles